Raccolta differenziata: i dubbi di sempre
Scontrini, cartoni della pizza, vasetti dello yogurt, specchi rotti. Una rassegna dei casi che mandano in crisi anche chi differenzia da anni.
Chi differenzia da anni ha comunque i suoi tre o quattro punti ciechi. Lo scontrino del supermercato, il cartone della pizza con l'unto, il vasetto dello yogurt con il coperchio di alluminio, lo specchietto rotto. Davanti al bidone si decide in due secondi e spesso si sbaglia, non per pigrizia ma perché la logica intuitiva non coincide con quella degli impianti di selezione.
Una premessa che risolve metà dei dubbi: il contenitore giusto dipende dal tuo Comune. Le filiere di raccolta sono organizzate a livello locale e due paesi confinanti possono avere regole diverse sullo stesso oggetto. Il calendario che il Comune distribuisce o pubblica sul proprio sito ha sempre la precedenza su qualsiasi guida generale, questa compresa.
La regola che vale sempre
Gli impianti selezionano per materiale, non per funzione. Quindi la domanda non è "a cosa serviva questo oggetto" ma "di cosa è fatto, e si tratta di un imballaggio". Un vassoio di plastica che conteneva il pollo è un imballaggio e segue la plastica. Un portapenne di plastica non è un imballaggio: in molti Comuni va nel secco indifferenziato o al centro di raccolta.
Seconda regola: gli imballaggi vanno svuotati, non lavati a fondo. Una sciacquata rapida basta. Lavare ogni barattolo con acqua calda consuma più risorse di quelle che si recuperano.
Terza regola, la meno intuitiva: separare non significa schiacciare tutto in un unico sacco. Materiali diversi infilati l'uno dentro l'altro, come il barattolo di vetro dentro la bottiglia di plastica, arrivano all'impianto inseparabili e finiscono scartati insieme. Meglio pochi oggetti sciolti che un blocco compatto.
Carta e cartone
Qui l'errore più diffuso riguarda l'unto e i rivestimenti. Il cartone della pizza va nella carta solo nella parte pulita: il fondo macchiato di olio compromette il riciclo e va nell'organico se il Comune lo prevede, altrimenti nel secco. Gli scontrini sono carta termica e non appartengono alla filiera della carta: secco. Carta plastificata, carta da forno e tovaglioli usati seguono la stessa sorte.
Le scatole vanno appiattite, non accartocciate, e senza nastro adesivo quando è facile staccarlo. Il cartone del latte è un caso a parte: è un poliaccoppiato e il Comune indica se raccoglierlo con la carta o con la plastica. Guarda il simbolo stampato sulla confezione, di solito c'è l'indicazione.
Plastica e imballaggi
In molti Comuni questo flusso raccoglie plastica e metalli insieme. Ci vanno bottiglie, flaconi di detersivo sciacquati, vassoi e pellicole, barattoli di conserva, lattine, tappi a corona, carta di alluminio pulita e accartocciata in una pallina, perché i pezzi piccoli e piatti sfuggono alle macchine di selezione.
Il vasetto dello yogurt si separa: contenitore nella plastica, coperchio di alluminio nello stesso flusso se la raccolta è congiunta. I tappi delle bottiglie si lasciano avvitati, le etichette si possono lasciare. Non appartengono a questo bidone giocattoli, spazzolini, custodie di cd, bacinelle e secchi: non sono imballaggi.
Vetro, non vetrosi
Nel vetro vanno bottiglie, barattoli, vasi di conserva. Non vanno specchi, cristalli, lampadine, pirex, ceramica, porcellana e vetro resistente al calore: fondono a temperature diverse e creano difetti nel nuovo vetro. Un piatto di ceramica rotto non è vetro, nemmeno se sembra vetro. Specchi e bicchieri in cristallo vanno al centro di raccolta comunale.
Organico e scarti di cucina
Avanzi, bucce, gusci d'uovo, fondi di caffè, filtri di tè, fiori recisi, tovaglioli di carta sporchi di cibo, piccole quantità di cenere spenta e fredda. Vanno nel sacchetto compostabile, quello con la certificazione stampata sopra, non in un sacchetto di plastica normale o in un sacchetto biodegradabile ma non compostabile.
Per evitare il tipico odore del secchio sotto il lavello: tenerlo areato, non comprimere gli avanzi, cambiare il sacchetto prima che sia pieno, e mettere in freezer pesce e carne avanzati fino al giorno del ritiro. Funziona meglio di qualsiasi deodorante.
Quelli che non vanno in nessun bidone
- Pile e batterie: contenitori appositi nei negozi o nelle isole ecologiche.
- Farmaci scaduti: raccoglitori in farmacia, senza la scatola di cartone.
- Apparecchi elettronici: centro di raccolta; i rivenditori sono tenuti a riprendere il vecchio apparecchio all'acquisto di uno nuovo equivalente.
- Lampadine a basso consumo e neon: rifiuto speciale, non vetro.
- Vernici, solventi, toner: isola ecologica, nel contenitore originale e chiuso.
- Olio di frittura: raccolta dedicata, mai nel lavandino, dove crea blocchi nelle condotte e problemi agli impianti di depurazione.
Dubbi veloci, risposte veloci
| Oggetto | Dove va, di regola |
|---|---|
| Scontrino | Secco indifferenziato |
| Cartone pizza unto | Organico o secco; parte pulita nella carta |
| Spugna da piatti | Secco |
| Capsule del caffè | Dipende dal materiale e dal circuito del produttore |
| Carta forno | Secco |
| Piatti di ceramica rotti | Centro di raccolta, non vetro |
| Tappi di sughero | Organico o raccolte dedicate dove esistono |
| Polistirolo da imballaggio | Plastica, se pulito |
| Sacchetti di patatine | Secco: sono multistrato metallizzati |
Il simbolo del materiale stampato sulla confezione e il calendario del tuo Comune. Molti Comuni pubblicano anche un motore di ricerca per nome dell'oggetto: è lo strumento più rapido quando il dubbio riguarda un caso insolito.